Poco fa mi si è avvicinato una matto (dove sto io ci sono ancora, i matti).
Lui ride. Io fumavo. Fumavo e pensavo:
"Chi manderò a fare in culo oggi?". O viceversa.
il matto si avvicina e mi tende la mano.
- Buongiorno, mi chiamo Antonio
- Buongiorno Antonio, sono Paz (*)
- Lei ha visto la casa dei fantasmi laggiù? - indica l'ex manicomio.
- mm, veramente no.
- Lei è da solo, lei?
- Adesso si.
- Non ci vada da solo, però. C'è d'aver paura... - dice stringendosi nelle spalle. Poi ride, e continua. - Una volta volevo vedere Atlantide ...solo che è a 2000 metri. Forse 3000!
- Però, che profondo!
- Si. Io vado a prendere un caffè, adesso. Buongiorno.
- Buongiorno.
...No ...no ...no.
Non dovevo andare a pescare ieri. Non ne sono capace.
Tempo sprecato, e quanto. Peggio!
Al rientro ho buttato anche le reti (vicino al porto, che bestia!)
Ho tirato su di tutto:
cessi, scarpe, preservativi e stronzi (quanti stronzi!)
...c'era perfino un'operatrice di telemarketing, ma niente pesci.
E, sotto un libretto dei Pagliacci, c'ero pure io!
"Però - dico - mi ricordavo più alto"
...dire caffè adesso è facile. Ma Antonio è stato l'unico a parlare con me, ultimamente. Mi ha davvero guardato in faccia e ha parlato a me.
Ma la cosa più bella...
Con un fuoribordo nel culo raggiungo in fretta la riva.
Ivi trovo Madre, che mi guarda male guardando il mare.
MADRE: "...quante seghe oggi, Figlio. Troppa masturbazione nuoce alla qualità del seme"
FIGLIO: "Madre..."
MADRE: "Ricordati anche, Figlio ..."
FIGLIO: "Madre..."
MADRE: "di non fidarti mai di nessuno, neanche di te stesso"
FIGLIO: "Madre..."
MADRE: "Che cazzo vuoi?"
FIGLIO: "Dov'è Padre?"
MADRE: "E' in giardino che muffola la trincia ...perché"
FIGLIO: "Niente, adesso vado a ucciderlo. Poi torno e ti scopo"
PADRE: "(Questa è la fine)"
(Annotazione:
bel dialogo.
verificare copyright e depositare.
se ne potrebbe trarre uno spot
o una tragedia, magari amalfitana.
o un budino.)
...la cosa più bella è che mi sono ricordato di ascoltare.
(mi sa che 1/2 giro non basta)
(*) Niente giochi di parole, please
Cognato all’aglio, un.
Alle 2.30 tutti si accorsero che mentiva, ed anche le mentine erano finite. Annaspava come una radice da pinzimonio dentro un catino pieno di prociutto nano andato al mare. E questo non era ancora niente.
Prese una rincorsa niente male e - non prima d'essersi smaltato per bene le unghie dei piedi - Giacomo mise nuovo equilibrio all’universo.
Improvvisamente Gino corse a togliersi le dita dal naso e cominciò a vomitare. Vomitò per tutta la stanza per 14 ore ininterrottamente, quindi si pulì le orecchie e andò a chiedere asilo all’A.L.C.E.(Associazione Lavandaie Cieche di Eboli).
Si apostrofarono parecchi santi ed alla fine ci fu anche uno starnazzo d’anatre proveniente dalla scarpa sinistra di Giorgio.
Giacomo si sentiva molto meglio - dopo aver digerito - e (con molta discrezione, devo dire) suo cognato Gigi gli infilò un coltello nella testa mentre faceva finta di parlare di ditterologia africana con un attaccapanni d’ebano bianco del Bengala. Tuttavia questo gli costò tre anni di servizi socialmente utili, ad Eboli.
La morale è: «se il nome del vostro commercialista inizia per 'G': cambiatelo!»
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PIU LONTANO DI PLUTONE
DISAPPROVA
IL MAESTRO
MI FARA' BENE
1/2 GIRO DI MANOPOLA
(adesso)
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Quelli del 25 e 26 maggio rappresentano il primo e l'ultimo capitolo del mio prossimo libro. Naturalmente, dico "prossimo" poiché il primo* ancora deve uscire.
Questo, dal titolo ancora incerto tra "L'alcaloide indifferente" e "Lacrime di un pinguino ad agosto", dovrebbe raccontare la storia di un tizio che vince tutte le sue battaglie senza mai combattere. Il protagonista - a grandi linee - è uno di quei tipi con un sacco di buone iniziative, ma troppo irrimediabilmente pigri (o inerti) per portarle a termine. In definitiva, uno che nella sua vita non sa fare un cazzo ma, nonostante ciò, cade sempre in piedi. Si limita a sbarcare il lunario, ma fa pure un certo tipo di carriera, nel corso degli anni. Non eccelle in nulla, ma eccelle sugli altri. Non ha un raccolto ma, al mercato, lo vende sempre.
Un tipo fondamentalmente un naif, al quale le furberie gli riescono ...per caso. Insomma, è una specie di incrocio tra Zelig, Pinocchio e Frank W. Abagnale.
Il concetto (l'idea di fondo) è che, nel mondo e nel tempo in cui vive il protagonista, sono molti di più i minchioni di quelli che sanno fare veramente qualcosa. Quindi basta avere una briciola di fantasia in più per incularseli tutti.
Si, forse non è poi così originale. Comunque ...ci sto lavorando.
(*) "Storie di castelli ed elefanti (non ancora di gatti e streghe)", (1999 - ? ), ed. future.